Randazzo paniere di energica magia

Randazzo paniere di energica magia

Orgogliosa e fiera me ne sono andata per le calli del centro storico a raccontar di aneddoti e di leggende a due turiste palermitane che ardevano dal desiderio di conoscere la città. Randazzo e i resti delle antiche mura. Randazzo e le sue magnifiche porte. Randazzo lastricata di pietra lavica liscia e tonda. Randazzo e i suoi quartieri difformi e vanitosi che fanno a gara per agghindarsi di piante, profumarsi di pulito: non una cicca né una carta per terra; solo l’affaccio sui Nebrodi e l’Alcantara, solo l’abbraccio dell’Etna sovrana. E gli odori di cucina si diffondono nell’aria preparando il palato all’idea di manicaretti della tradizione che sprigionano quella tanto famosa acquolina in bocca. Le signore che conversano davanti l’uscio, quelle che ricamano; le nonne che sorvegliano bimbi col lusso di poter scatenarsi per strada e i palloni che sfrecciano, i cunicoli che diventano i nascondigli di giochi in movimento. E poi suonano le campane: si alternano ogni quarto d’ora i rintocchi dei campanili delle tre chiese principali che si contendono la maestosità, l’antichità e il potere in ricordo delle antiche popolazioni che ne avevano abitato i rispettivi quartieri. E senti ancora le inflessioni diverse nelle declinazioni di dialetti musicali e coloriti che ricordano le precedenti dominazioni.

Ho amato vagare per questo piccolo borgo che cerca in tutti i modi di non soccombere alle logiche di potere, che cerca di sopravvivere alle magagne politiche, agli errori umani, alla strafottenza e alla noncuranza. E, per fortuna, non di tutta l’erba si fa un fascio! Così si resiste e si lotta con progetti che questo territorio lo valorizzino davvero. E si mette in atto la Festa Medievale, quella che ricorda il passaggio della Regina Bianca di Navarra nel 1411: si colorano le vie di figure di nobili e popolani con vestiti d’epoca che si esibiscono in cortei, danze e rappresentazioni; si allestiscono giostre di cavalli che combattono mentre i tamburi risuonano, le bandiere sventolano. E le piazze si infittiscono di gente che vuol provare i sapori di una volta: zuppe di legumi, maccheroni nella quaddara, carni sul girarrosto, spezie e dolciumi innaffiati da vini che, invece, si sono evoluti. Magma di emozioni.

Resistiamo dicevo. E si propongono iniziative culturali e opportunità per giovani artisti. Mostre e concorsi che abbracciano tutti i settori dell’arte in un panorama di variegati stili e nature; rappresentazioni musicali e teatrali; presentazioni letterarie e orazioni in lingua dialettale. Per non parlare dei numerosi eventi sportivi e degli atleti che ci rappresentano a livello professionale: baseball, corsa e bicicletta per le vie della città. Abbiamo davvero un po’ di tutto.

E poi c’è il Tour del Mistero, un percorso in notturna per le vie segrete della città durante il quale si raccontano storie, miti e curiosità su Randazzo, le sue tradizioni e i suoi personaggi. E c’è la Vara, la struttura che sfila il 15 agosto corredata da angioletti umani. E, nel frattempo, c’è chi continua di propria sponte a ripulire le strade da erba e cartacce. C’è chi s’impegna a dar valore alla terra, a riprendere le campagne perdute e a coltivarle con cura per ottenere prodotti di eccellenza. C’è chi partecipa a tutto questo ronzio perché desidera tramutarlo in opera lirica: a tutti appetibile, per tutti fruibile.

E poi ci sono gli occhi che si illuminano di gioia quando qualcuno a cui mostri una parte di te stessa dice : - Caspita che meraviglia!

E, allora, mi sento di dover dire grazie a tutti coloro che si stanno ardentemente impegnando.

03\08\2017

Marzia Scala