Medioevo sotto le stelle-secondo Trofeo Scarpinando

Medioevo sotto le stelle-secondo Trofeo Scarpinando

Un anno di lavoro. Una stagione sportiva. E agosto che impazza tra i suoi picchi caldissimi, la siccità e i giorni di organizzazione matta e disperatissima di uno spettacolo di magia tra i più prestigiosi. Nel backstage si respira frenesia, le gocce di lavoro scendono dalle fronti, le mani frugano tra le schede d’iscrizione, le penne scrivono, le voci s’intrecciano in un brusio che non è rumore ma quel vocabolo così pieno di senso e sensibilità che dà nome alla mia rubrica: c’è uno scrusciu incredibile in questa connessione di atleti. Uomini e donne di tutte le età con gli occhi pieni di un elemento sì potente da sbaragliare qualsiasi temibile avversario che sia la noia, il dolce far niente, il sonno da post baldoria, la fiacca da calura, la stasi più totale.

Noi siamo il rullo di tamburi, il rombo di motori, i fuochi d’artificio.

Dopo un tramonto di aranciati accesi ci s’insinua nel crepuscolo di violetti che preparano al calar della sera: quel blu intenso puntinato di pagliuzze d’argento è arrivato per tutti. È così che è stata varata la seconda edizione di Medioevo sotto le stelle-secondo Trofeo Scarpinando, scritta, diretta e interpretata dall’asd Randabike. Non che fossimo gli unici eletti a partecipare al cortometraggio, s’intende: 141 atleti provenienti da tutta le società sportive siciliane e un catalano-il vincitore assoluto- si sono cimentati, domenica 20 agosto, in una competizione podistica che ha sprigionato l’idillio di tutti i corridori. Adrenalina a più non posso che si è sganciata in un circuito da fiaba i cui confini, gli angoli, le viuzze lastricate di nero lavico trasudano storia, raccontano cultura, diffondono leggende e tradizioni.

Il centro storico di Randazzo è una perla di rara bellezza che spesso, noi randazzesi, ci dimentichiamo di far brillare, di esporre alla luce, di regalarle quel po’ di brezza marina che la farebbe risplendere come merita.

Ci abbiamo provato. Ci siamo riusciti. Lo abbiamo voluto con tutte le nostre forze. Forze a cui si sono aggiunti la generosità e l’intelligenza sensibile di commercianti, imprenditori, volontari a cui davvero fa gioire Randazzo che brilla.

L’evento, facente parte del circuito Biorace, è stato abbinato alla passeggiata non competitiva di 1,5km che ha visto sgambettare tantissimi bambini e chiunque volesse provare l’emozione di un giro notturno tra gli antichi quartieri della città.

Alle 21.00, dopo il minuto di silenzio per le vittime della strage di Barcellona, è stato dato il via alla competizione vera e propria: 3 giri (4,5km) per donne e over 60, 5 giri (7,5km) per tutti gli altri. Quando parti da piazza Municipio gremita di atleti e spettatori è un gran subbuglio; ti divincoli tra le braccia che aiutano l’equilibrio del corpo, le gambe che si piegano da una parte all’altra, i fiati che cercano il ritmo, i corpi che si robotizzano, le menti che ideano la strategia di gara. E corri per via Umberto divina, tra gli antichi palazzi e la gente affacciata dai balconi finché si staglia il campanile di san Martino alla tua sinistra, quello dell’anno 1000; e, allora devi svoltare a destra, passare davanti al Castello Carcere e imbucare le strade più misteriose del quartiere lombardo: via Castello coi ballatoi fioriti sembra dipinta a mano e te ne accorgi quando, ripresati dallo stupore, viri a sinistra per via dei Furnari dove la signora Mariannina e le sue vicine fanno un tifo elegantemente sfegatato e non ti accorgi che una discesa lieve svolta a destra in quella via Santa Caterinella illuminata dalle fiaccole, affacciata sull’Alcantara; la percorri fino alla salita di via Fiera, lì dove i quadricipiti la fanno da padrone e puoi recuperare posizioni; sei  su via Duca degli Abruzzi per un lungo tragitto, tra il Piracmone nudo che sbeffeggia di fronte la chiesa di San Nicola, i volontari che ti offrono acqua per dissetarti e quella meraviglia della basilica di Santa Maria che sprizza arte da tutti pori; svolti a destra per l’ultima curva e reimbocchi via Umberto: via Umberto sapientemente divisa da balle di paglia per consentire a noi di correre, ai turisti di passeggiare. È l’ultima possibilità. L’ultima folata di vento. Le ultime centinaia di metri tra la folla che guarda attonita. E te ne vai a perdifiato, con lo sguardo fisso sull’obiettivo, timidamente fiera di tutti quegli occhi puntati addosso, desiderosa di non deludere loro e te stessa. E così corri per i giri che devi e se ce ne fossero ancora li rifaresti tutti perché sei così gasata, contenta e orgogliosa di questo spettacolo che non smetterai più di riguardarlo nella tua mente. E lo conservi come un regalo prezioso nel cassetto più intimo della memoria.

Io e tutti gli altri abbiamo vissuto questo. Non sono mancati ricchi premi, medaglie ricordo, spuntini sfiziosi e dissetanti, né il diploma per ogni atleta scaricabile dal sito TDS. Non è mancato nulla in questo tributo sportivo alla città medievale di Randazzo che ci ha consentito di correre sotto le stelle.

Doveroso e sentito grazie ai componenti dell’asd Randabike: persone che ci mettono l’anima, promotori del territorio e della sua valorizzazione.

vorrei mettere tutti in copertina ma io preferisco scrivere...per tutte le foto seguite la nostra pagina facebook

22-08-2017

Marzia Scala