Castiglione, il vino e l asta di beneficenza di un enologo e un imprenditore

Castiglione, il vino e l asta di beneficenza di un enologo e un imprenditore

Non solo emblema di città del vino, non solo dimora dell’enoteca regionale siciliana. E, subito dopo, essere uno dei borghi medioevali candidati al concorso Il borgo dei borghi, Castiglione di Sicilia diventa sede di un’asta di beneficienza enologica. Una delle aste organizzate da quei personaggi singolari di Pietro di Giovanni e Domenico Lombardo che nel corso di questi anni hanno dato adito a tutte le proprie conoscenze e capacità per attivare un progetto di umanità a lungo termine: un percorso di aiuto per i tre bambini del Malawi adottati tramite Save The Children già dieci anni fa che abbiamo imparato a conoscere, che abbiamo visto crescere e studiare. E quest’anno, a voler -forse- ulteriormente ringraziare un territorio vigoroso come quello etneo che sta regalando fama, successo, benessere, lavoro e, soprattutto, indescrivibili espressioni dionisiache di un terroir unico e sfaccettatissimo come quello lavico, il desiderio di solidarietà si è fatto più ampio. Una parte dei proventi dell’asta sarà infatti devoluta alla Fondazione Ibiscus del Policlinico di Catania per la cura dei piccoli pazienti.

Domenica 10 dicembre, in una sala gremita della Fondazione Regina Margherita (ex Orfanatrofio Regina Margherita) di Castiglione di Sicilia, erano presenti anche i coraggiosi lottatori bambini che assieme al folto pubblico si sono divertiti da pazzi e hanno ricevuto doni da Babbo Natale-alias Pietro di Giovanni. C’erano tantissimi acquirenti, amici e bottiglie a iosa che agghindavano un tavolo sul quale si succedevano prodotti di eccellenza siciliana: impossibile elencare tutte le cantine e le aziende alimentari che hanno aderito al richiamo di quel duo che fa –consentitemi l’espressione- spaccare dalle risate. Pietro ricorda un elfo venuto dalla Lapponia che si dimena con il martello da battitore ballando al ritmo delle battute ironiche dell’amico Domenico: l’uno basso e irriverente, l’altro alto e barbuto. Un pomeriggio di grandi risate intervallato dalla performance di bravissimi musicisti-esibitisi gratuitamente- e dal battere fragoroso di ogni singola chiusura d’asta.

È sempre uno spettacolo gioioso che cela la voglia di fare, di aiutare concretamente, di unirsi per il bene di chi è meno fortunato. Sì, accade anche questo. Succede che la gente formi un gruppo, si aggreghi per un progetto comune che non è fine a se stesso e non salvaguarda i meri, singoli interessi degli individui. Si fa gruppo, si fa squadra. Ancora una volta la Sicilia batte cassa –quasi 3000 euro- per una buona causa a dispetto di tutti i ladruncoli vestiti da finti benefattori.

Si ringraziano Quantico, Favole Siciliane, Planeta, Firriato, La Contea, Vini Scirto, Tenuta Antica Cavalleria, Mannino, Aitala, Antichi Vinai, La Gelsomina, Tasca d’Almerita, Donnafugata,Vino Nibali, I Custodi delle Vigne dell’Etna, Terre Nere, Gambino, Nicosia, Passopisciaro, Vivera, Colomba Bianca, Fazio, Benanti, Cusumano, Tornatore, Pietradolce, Costantino, SRC, Scilio, Formaggi Camuglia, Nero d’Ape, Don Michele, Badalà, Eudes, DonMichelangelo, Palmento Costanzo, Funaro, Cottanera, Birrificio dell’Etna, Duca di Salaparuta e certamente qualcun altro che ho dimenticato io stessa per l’alto numero dei contribuenti (stavolta non di infide imposte).

Marzia Scala

13-12-2017